MANGO ON MY MIND- Ep.9

Questa settimana ritorno all’album Disincanto e a uno dei singoli estratti: Un amore non torna. 

Siamo di nuovo nel 2002, coi miei 16 anni e il mio primo concerto. 

Quando penso a questa canzone la prima immagine che mi salta in mente, infatti, è Pino sul palco e alle sue spalle i suoi 4 vocalist.

Sfrutto quest’immagine, abbinando la nostalgia dei live e la malinconia di quelle sere, per raccontarvi dei musicisti che Pino ha avuto al suo fianco negli anni in cui io ero attaccata alla transenna. 

Pino era un uomo dalle relazioni lunghe, aveva bisogno di collaboratori dei quali fidarsi e coi quali sentire quella bella sensazione di “famiglia”. Lungo la sua carriera ha anche preso qualche abbaglio ed ha impiegato tempo per ammettere di aver sbagliato, ma questo è un altro discorso… 

*La sezione ritmica era costituita da Giancarlo Ippolito alla batteria e da Nello Giudice al basso. 

Giancarlo, per gli amici Gianko, è di Portici (NA), classe ’63, mancino, ha iniziato a collaborare con Pino credo negli anni ’90. Il suo nome, infatti, compare per la prima volta sul booklet di un album del 1994. Sovrastato completamente dalla batteria, il suo capello lungo si agitava e si mescolava al movimento delle sue braccia con le bacchette. Per onore di cronaca devo dire che è l’unico che negli anni ha conservato una chioma. Il suo ultimo tour con Pino risale al 2010, l’ultimo tour che fece con la band al completo; 

Nello, invece, è lucano ed era in prima fila, “alla destra del Pino” nei tour 2002/2003, fin quando l’ingresso di un secondo chitarrista non l’ha visto “obbligato” a retrocedere tra la batteria di Gianko e i coristi. Indimenticabile il suo modo di battere le mani per incitare il pubblico, usando anche i gomiti all’apparenza disarticolati e a volte aveva quell’aria di chi non sapeva perché si trovasse sul palco. Adorabile! Il suo ultimo tour anche per lui risale al 2010. 

*I vocalist nel 2002/2003 erano 4 ed erano i Baraonna, gruppo musicale che negli anni ha avuto diversi cambi di membro con entrate e uscite. Durante il concerto cantavano a cappella con Pino un rifacimento di Michelle dei Beatles e da soli un pezzo di cui non conosco il titolo ma del quale, se mi concentro, potrei anche ricordare qualche frase. 

Delio e Angela Caporale, due dei quattro (se non sbaglio i conti) fratelli Caporale, tutti musicisti originari di Eboli (SA). Angela lasciò i tour con Pino nel 2003 mentre Delio continuò fino al 2004 col Ti porto in Africa tour. 

Simona Spadaccia , il contralto dalla chioma rossa, è romana, “famosa” per le collane fighissime che indossava ai concerti, rimase sul palco di Pino fino al 2007 con L’Albero delle fate tour. 

Rosa Lembo, originaria di Foggia e trapiantata a Roma almeno da quando la conosco io, è il soprano biondo sopravvissuto fino all’ultimo tour a band completa del 2010. Negli ultimi suoi due tour era l’unica donna e l’unica coi capelli assieme a Gianko. Le chiome degli altri: n.p. 

*I chitarristi 

Graziano Accinni, lucano, è stato il chitarrista di Pino per tantissimi anni, credo fin dagli esordi, essendo nato nel paese a fianco a quello di Pino. Rimase nella band fino al Ti porto in Africa tour del 2004, poi per incomprensioni e litigi vari il loro rapporto si interruppe dopo la registrazione del disco Ti amo così del 2005. 

Carlo De Bei, classe ’67, l’unico polentone della band (sarà pure uno stereotipo, intanto…) entrò a gamba tesa nel 2004 nella band. Per la prima volta Pino aveva due chitarristi, uno a destra e uno a sinistra. Ha accompagnato la vita artistica di Pino fino alla fine, divenendo un suo stretto collaboratore. In passato aveva fatto parte dei Matia Bazar durante il periodo in cui la moglie di Pino era la vocalist ed è questo il motivo per il quale si è ritrovato a lavorare con lui. 

Luca Colombo, classe ‘66, milanese e di passaggio in un solo tour nel 2006. Un curriculum lungo 2 km e mezzo ed un suono indimenticabile. Il nostro primo incontro fu a Trani: ero attaccata alla transenna e mi scappava maledettamente la pipì. Non avrei mai potuto reggere fino a tardi ma lasciare il posto in transenna era sempre un gran rischio. Per fortuna all’ epoca avevo un fidanzato e, si sa, in queste occasioni torna utile. Andai in un bar e chiesi di andare in bagno. Diciamo che chiamarlo “bagno” era un eufemismo: era il classico ripostiglio traboccante di cose con un corridoio stretto e lungo. Talmente stretto e lungo che quando vidi venirmi incontro Luca potemmo solo dirci “Piacere” perché non c’era lo spazio per stringerci la mano. E meno male che nessuno dei due aveva la panza. 

Carlo Fimiani, classe ’68, salernitano, chitarrista sopraffino il cui finale di Lei verrà mi faceva venire puntualmente la pelle d’oca. Entrò a far parte nel 2007 della band di Pino il quale lo presentò durante il secondo (ed ultimo) raduno del Fans club a Cava dei Tirreni. Alla prima tappa di quel tour a Oppido Lucano (PZ) ricordo che era vicino al fonico, Mauro Laficara; gli andai vicino e gli dissi:” Ciao Carlo, benvenuto, io sono Maura. Sappi che ci vedremo spesso”. La mia frase suonava come una minaccia, la sua faccia infatti ancora me la ricordo. Anche lui rimase nella band di Pino fino al tour del 2010. 

*Tastiere, programmazione, arrangiamenti, produzione e Vita 

Rocco Petruzzi, lucano, classe ’61, dal 1987 al fianco di Pino come solo due amici che si scelgono come fratelli possono fare. Musicista eccelso, la loro simbiosi artistica e umana non ha eguali e per me lui rappresenta la metà artistica di Pino. In 12 anni di appuntamenti con Pino solo un paio di volte non l’ho visto. Indimenticabili i nostri cori per lui sotto il palco, indimenticabili le sue mani come tentacoli sulle tastiere, indimenticabile la sua testa agitarsi a tempo di musica. Indimenticabili un mucchio di cose, soprattutto l’affetto profondo degli ultimi 6 anni. 

Si, lo so, mi sono un po’ dilungata ed evito di raccontarvi di tutto l’entourage di Pino che negli anni l’ha accompagnato (Mauro Laficara, Franco Fariello, Luigi Catalano, Giandomenico Parente, etc etc) ma sentivo il bisogno di raccontarvi seppur in breve chi ha suonato nelle sere più belle della mia vita assieme a Pino. 

Con un paio di loro non ho più rapporti, con alcuni ci si becca on line ogni tanto, con altri ci si vede e sente con più regolarità. 
Ad ogni modo, volente o meno, hanno contribuito a rendere indimenticabili i concerti ai quali ho assistito e questo mi terrà legata a loro per sempre in maniera indissolubile. 

Ho già fatto un tentativo in passato ma proverò di nuovo a fare una reunion con loro. A volte gli amori ritornano.

Vi aspetto nei commenti. 

Con Amore, Maura

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